UNI 11473-1:2013: manutenzione delle porte tagliafuoco
In sintesi
Per l’azienda significa mantenere le porte tagliafuoco in condizioni tali da conservare nel tempo le prestazioni per cui sono state installate.
La sorveglianza deve essere programmata in funzione del rischio dell’attività, mentre il controllo periodico deve essere eseguito almeno due volte all’anno, con cadenza semestrale.
Durante i controlli devono essere verificati, tra gli altri aspetti, integrità della porta, fissaggi, guarnizioni, dispositivi di apertura e autochiusura, eventuali coordinatori delle ante e assenza di modifiche o impedimenti che possano comprometterne il funzionamento.
Le anomalie riscontrate, gli interventi eseguiti e gli eventuali componenti sostituiti devono essere documentati nel rapporto di intervento.
Cosa disciplina la UNI 11473-1:2013
La UNI 11473-1:2013 definisce i requisiti per l’erogazione del servizio di posa in opera e manutenzione periodica delle porte e finestre apribili resistenti al fuoco e/o destinate al controllo della dispersione di fumo.
La norma si applica alle porte resistenti al fuoco identificabili attraverso la relativa targhetta o mediante la documentazione disponibile, compreso il progetto di prevenzione incendi quando applicabile.
Rientrano nel campo di applicazione anche le porte resistenti al fuoco installate sulle vie di fuga.
La UNI 11473-1:2013 è entrata in vigore il 17 gennaio 2013.
Le fasi della manutenzione delle porte tagliafuoco
La corretta gestione di una porta resistente al fuoco comprende attività differenti, che non devono essere confuse con il solo intervento semestrale del manutentore.
| Attività | Periodicità |
|---|---|
| Presa in carico | All’avvio del servizio di manutenzione |
| Sorveglianza | Secondo il programma definito in funzione del rischio |
| Controllo periodico | Almeno ogni 6 mesi |
| Manutenzione ordinaria | Quando vengono riscontrate anomalie di lieve entità |
| Manutenzione straordinaria | Quando necessaria in presenza di non conformità o interventi rilevanti |
Presa in carico della porta tagliafuoco
Prima di avviare il normale programma di manutenzione è necessario verificare le condizioni della porta e la documentazione disponibile.
La presa in carico permette al manutentore di conoscere lo stato iniziale dell’apparecchiatura e di individuare eventuali anomalie già presenti.
Tra gli aspetti da verificare rientrano:
- disponibilità del libretto di installazione, uso e manutenzione, quando previsto;
- corretta posa in opera rispetto alle indicazioni del produttore;
- integrità dei sistemi di fissaggio;
- stabilità complessiva della porta;
- integrità di ante, pannelli, vetri, telai e guide;
- presenza della documentazione relativa a precedenti controlli e manutenzioni.
L’esito della presa in carico deve essere documentato, in modo da definire chiaramente le condizioni iniziali dell’apparecchiatura affidata al manutentore.
Sorveglianza delle porte tagliafuoco
Tra un controllo periodico e quello successivo deve essere assicurata la sorveglianza delle porte.
La frequenza viene definita dalla persona responsabile considerando le caratteristiche e il rischio dell’attività.
La sorveglianza consiste principalmente in verifiche visive finalizzate ad accertare che la porta:
- sia nelle normali condizioni operative;
- sia facilmente accessibile e utilizzabile;
- non sia bloccata da oggetti o sistemi di ritegno impropri;
- non presenti danneggiamenti evidenti;
- non presenti forature, deformazioni, corrosione o modifiche non previste;
- sia adeguatamente segnalata quando richiesto;
- disponga del relativo cartellino di manutenzione.
Le anomalie individuate devono essere registrate e segnalate affinché possano essere valutate e risolte.
Controllo periodico: ogni quanto?
Il controllo periodico delle porte resistenti al fuoco deve essere effettuato almeno due volte all’anno, con cadenza semestrale.
La periodicità rappresenta un intervallo minimo: condizioni particolari dell’attività, indicazioni del produttore o specifici fattori di rischio possono richiedere controlli più frequenti.
Il controllo periodico deve essere svolto da personale competente e comprende verifiche tecniche sulla porta e sui relativi componenti.
Cosa viene controllato durante la manutenzione?
Il controllo non riguarda soltanto la capacità della porta di aprirsi e chiudersi.
Devono essere verificati tutti gli elementi che possono influire sulle prestazioni e sul corretto funzionamento della chiusura.
Tra le principali verifiche rientrano:
- presenza e leggibilità della targhetta identificativa;
- integrità generale della porta;
- assenza di modifiche, forature o danneggiamenti;
- corretto fissaggio di telaio e componenti;
- stato delle guarnizioni;
- corretti giochi tra anta, telaio e pavimento;
- funzionamento di cerniere, serrature e scrocchi;
- funzionamento dei dispositivi di autochiusura;
- corretta chiusura e aggancio della porta;
- funzionamento del coordinatore di chiusura nelle porte a due ante;
- stato di guide e sistemi di scorrimento nelle chiusure scorrevoli;
- funzionamento degli eventuali dispositivi elettromagnetici di ritegno;
- corretto funzionamento degli eventuali dispositivi di apertura installati sulla porta.
L’elenco effettivo delle verifiche dipende dalla tipologia e dalla configurazione della porta installata.
Autochiusura: perché è fondamentale
Una porta resistente al fuoco può svolgere correttamente la propria funzione soltanto se riesce a raggiungere e mantenere la posizione di chiusura prevista.
Durante il controllo devono quindi essere verificati i dispositivi di autochiusura, come chiudiporta, cerniere con sistema di richiamo, contrappesi o altri dispositivi previsti dal costruttore.
Nelle porte a due ante deve essere verificato anche l’eventuale coordinatore della sequenza di chiusura, necessario affinché le ante si richiudano nell’ordine corretto.
Dispositivi di ritegno e porte mantenute aperte
Le porte tagliafuoco non devono essere mantenute aperte attraverso mezzi impropri come cunei, corde, pesi o altri sistemi che impediscano la chiusura prevista.
Quando il progetto consente di mantenere normalmente aperta una porta resistente al fuoco, devono essere utilizzati dispositivi idonei progettati per consentirne il rilascio e la chiusura in caso di incendio.
Anche questi dispositivi devono essere verificati nell’ambito della manutenzione della chiusura.
Quando una porta tagliafuoco non è più idonea
Durante le attività di controllo possono essere rilevate deformazioni, guasti, modifiche o deterioramenti tali da far ritenere compromessa la funzionalità della porta.
Quando la prestazione non può essere ripristinata mediante un intervento tecnicamente ammesso, il manutentore deve segnalare al responsabile dell’attività la necessità di sostituire la porta.
Non è corretto continuare a considerare una chiusura come resistente al fuoco quando le sue condizioni non permettono più di garantire le prestazioni per cui era stata installata.
Sostituzione dei componenti
La sostituzione di componenti e l’aggiunta di accessori devono essere eseguite nel rispetto delle indicazioni applicabili alla porta installata.
Non tutti i componenti apparentemente compatibili possono essere installati liberamente su una porta resistente al fuoco, perché una modifica impropria può compromettere le prestazioni originarie della chiusura.
Quando viene sostituito un componente, l’intervento deve essere documentato indicando almeno il componente sostituito e la motivazione dell’intervento.
Documentazione della manutenzione
Gli interventi effettuati sulle porte tagliafuoco devono essere tracciati.
Dopo il controllo il manutentore deve predisporre un rapporto di intervento dal quale risultino le attività eseguite, le anomalie riscontrate, gli eventuali ricambi utilizzati e le operazioni che dovranno essere eseguite successivamente.
La registrazione cronologica degli interventi permette di ricostruire nel tempo la storia manutentiva di ogni porta e costituisce un elemento essenziale per la corretta gestione della protezione antincendio.
UNI 11473-1, UNI 11473-2 e UNI 11473-3
La serie UNI 11473 affronta diversi aspetti relativi alla posa e alla manutenzione delle porte resistenti al fuoco e a controllo della dispersione di fumo.
La UNI 11473-1:2013 definisce le modalità e i requisiti per l’erogazione del servizio di posa in opera e manutenzione.
La UNI 11473-2:2014 riguarda i requisiti dell’organizzazione che eroga il servizio.
La UNI 11473-3:2014 definisce invece i requisiti di conoscenza, abilità e competenza degli installatori e dei manutentori.
Le tre parti affrontano quindi rispettivamente il servizio, l’organizzazione che lo eroga e le competenze professionali degli operatori.
L’approccio BYEM
La manutenzione di una porta tagliafuoco non può ridursi alla verifica che l’anta si apra e si chiuda.
È necessario controllare l’intera chiusura, i suoi componenti, i dispositivi di autochiusura e gli eventuali accessori, valutando anche modifiche o deterioramenti che possano comprometterne le prestazioni.
BYEM Global Safety integra questi controlli nelle proprie procedure di manutenzione delle chiusure resistenti al fuoco, con verifiche programmate, gestione delle anomalie e tracciabilità degli interventi effettuati.
Cosa significa in pratica
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