UNI 10779:2021: progettazione, installazione e manutenzione delle reti idranti
In sintesi
Per l’azienda significa che una rete di idranti deve essere gestita come un sistema antincendio completo e non come un insieme di singoli idranti.
Oltre alla sorveglianza dell’impianto, naspi e idranti a muro devono essere sottoposti a manutenzione almeno due volte all’anno. Le tubazioni flessibili e semirigide devono essere verificate annualmente alla pressione di rete e sottoposte ogni cinque anni alla prova idraulica prevista.
Devono inoltre essere mantenuti sotto controllo alimentazione idrica, valvole, attacchi autopompa, apparecchi esterni e documentazione tecnica. Modifiche all’attività, al layout o all’impianto possono rendere necessaria una nuova verifica della funzionalità e dell’adeguatezza della rete.
Cosa disciplina la UNI 10779:2021
La UNI 10779:2021 definisce i requisiti costruttivi e prestazionali minimi per la progettazione, l’installazione e l’esercizio delle reti di idranti destinate all’alimentazione degli apparecchi di erogazione antincendio.
La norma si applica agli impianti nuovi e agli impianti esistenti oggetto di modifica o ampliamento, sia nelle attività civili sia in quelle industriali.
Entrata in vigore il 25 marzo 2021, sostituisce la precedente UNI 10779:2014.
La UNI 10779 non stabilisce autonomamente quando sia obbligatorio installare una rete di idranti. La necessità dell’impianto e la tipologia di protezione da adottare derivano dalla valutazione del rischio d’incendio e dalle disposizioni applicabili alla specifica attività.
Come è composta una rete di idranti
Una rete di idranti non comprende soltanto gli apparecchi di erogazione visibili all’interno o all’esterno dell’edificio.
Il sistema è costituito principalmente da:
- alimentazione idrica;
- rete di tubazioni fisse ad uso antincendio;
- valvole di intercettazione;
- attacchi di mandata per autopompa;
- naspi, idranti a muro o altri apparecchi erogatori previsti dal progetto.
L’alimentazione idrica deve garantire le condizioni di portata, pressione e durata richieste dal progetto e dal livello di protezione previsto.
Livelli di pericolosità della rete idranti
La UNI 10779:2021 individua tre livelli di pericolosità, determinati in funzione delle caratteristiche dell’attività, dei materiali presenti e delle modalità con cui un eventuale incendio potrebbe svilupparsi.
| Livello | Caratteristiche generali |
|---|---|
| Livello 1 | Basso pericolo d’incendio e limitata presenza di materiali combustibili. |
| Livello 2 | Presenza non trascurabile di materiali combustibili e pericolo d’incendio moderato. |
| Livello 3 | Elevata presenza di materiali combustibili o condizioni caratterizzate da un alto pericolo d’incendio. |
Il livello di pericolosità non deve essere attribuito attraverso un semplice automatismo. Deve derivare dalla valutazione delle condizioni specifiche dell’attività e i criteri utilizzati devono essere documentati nel progetto dell’impianto.
Protezione interna e protezione esterna
Per le reti di idranti la norma distingue tra protezione interna e protezione esterna.
Protezione interna
La protezione interna è finalizzata al primo intervento sull’incendio da distanza ravvicinata e viene normalmente realizzata mediante naspi o idranti a muro.
È concepita principalmente per essere utilizzata dalle persone presenti all’interno dell’attività e viene riferita al compartimento antincendio servito.
Protezione esterna
La protezione esterna è invece destinata alla lotta contro incendi che richiedono un intervento a distanza e un’azione prevalentemente di contenimento.
Viene generalmente realizzata mediante idranti soprasuolo o sottosuolo ed è destinata all’utilizzo da parte di personale specificamente addestrato.
La necessità di adottare una protezione interna, esterna o entrambe deve essere determinata dal progettista in funzione della valutazione del rischio.
Manutenzione della rete idranti: ogni quanto?
La rete di idranti deve essere sottoposta a manutenzione da personale competente e qualificato.
Per naspi e idranti a muro la UNI 10779:2021 stabilisce una frequenza conforme alle disposizioni applicabili e, in ogni caso, non inferiore a due interventi all’anno.
La manutenzione deve essere effettuata considerando anche quanto previsto dalla UNI EN 671-3 e dalle istruzioni contenute nel manuale d’uso e manutenzione dell’impianto.
| Attività | Periodicità indicativa prevista |
|---|---|
| Manutenzione di naspi e idranti a muro | Almeno 2 volte all’anno |
| Verifica delle tubazioni flessibili e semirigide alla pressione di rete | Annuale |
| Prova idraulica delle tubazioni flessibili e semirigide | Ogni 5 anni |
| Verifica degli attacchi autopompa | Semestrale |
| Controlli aggiuntivi sugli apparecchi delle reti esterne | Semestrale |
Controllo delle tubazioni
Tutte le tubazioni flessibili e semirigide utilizzate negli idranti, nei naspi e a corredo degli idranti soprasuolo o sottosuolo devono essere verificate annualmente sottoponendole alla pressione della rete.
Lo scopo è verificarne l’integrità e individuare eventuali danneggiamenti, perdite o deterioramenti.
Le tubazioni non perfettamente integre devono essere sostituite oppure sottoposte alle verifiche previste.
In ogni caso, ogni cinque anni deve essere effettuata la prova idraulica delle tubazioni flessibili e semirigide.
Manutenzione degli attacchi autopompa
Gli attacchi di mandata per autopompa devono essere verificati con cadenza semestrale.
Il controllo riguarda in particolare la manovrabilità delle valvole, la possibilità di effettuare la completa apertura e chiusura e l’efficienza della valvola di ritegno.
Al termine delle operazioni deve essere verificato il corretto ripristino della configurazione dell’impianto.
Idranti soprasuolo e sottosuolo
La manutenzione degli idranti soprasuolo e sottosuolo comprende anche verifiche specifiche sugli apparecchi installati all’esterno.
Tra gli aspetti da controllare rientrano:
- manovrabilità della valvola principale;
- facilità di apertura dei tappi;
- funzionamento dell’eventuale sistema di drenaggio antigelo;
- segnalazione degli idranti sottosuolo;
- presenza e stato dell’attrezzatura prevista a corredo;
- eventuali fenomeni di corrosione;
- accessibilità dell’apparecchio.
Sorveglianza dell’impianto
Tra due interventi di manutenzione deve essere assicurata anche la sorveglianza della rete.
La sorveglianza consiste nel verificare che le apparecchiature mantengano nel tempo integrità, completezza dell’equipaggiamento e possibilità di accesso.
L’obiettivo è individuare tempestivamente situazioni evidenti che potrebbero compromettere l’utilizzo dell’impianto in caso di emergenza.
Verifica periodica della rete idranti
Oltre alla manutenzione ordinaria, il responsabile del sistema deve provvedere a far verificare l’impianto da un tecnico dotato delle competenze necessarie.
La verifica ha lo scopo di accertare la funzionalità della rete e la sua conformità alle condizioni previste.
Una nuova verifica diventa particolarmente importante quando intervengono modifiche che possono influire sull’efficacia della protezione, ad esempio:
- modifiche dell’attività svolta;
- ristrutturazioni;
- modifiche strutturali;
- variazioni del layout delle aree;
- modifiche o ampliamenti dell’impianto;
- eventi straordinari che possono averne compromesso l’efficienza.
Registro della rete idranti
Il responsabile del sistema deve mantenere aggiornato un registro delle attività e degli eventi rilevanti per l’efficienza della rete idranti.
Nel registro devono essere riportati, secondo quanto applicabile:
- lavori e modifiche effettuati sull’impianto;
- modifiche delle aree protette che possono influire sulla protezione;
- prove eseguite;
- guasti riscontrati e, quando individuabili, le relative cause;
- esito delle verifiche periodiche;
- ulteriori operazioni previste dalla legislazione applicabile.
La documentazione deve quindi consentire di ricostruire nel tempo la storia tecnica dell’impianto e le condizioni nelle quali è stato mantenuto.
UNI 10779 e UNI EN 671-3: qual è la differenza?
Le due norme hanno campi di applicazione complementari.
La UNI 10779:2021 riguarda la rete idranti nel suo complesso: progettazione, installazione, alimentazione idrica, apparecchi erogatori, esercizio, manutenzione e verifiche dell’impianto.
La UNI EN 671-3:2009 è invece specificamente dedicata al controllo e alla manutenzione dei naspi antincendio e degli idranti a muro.
Nella gestione di una rete idranti occorre quindi considerare entrambi i riferimenti per gli aspetti di rispettiva competenza.
L’approccio BYEM
La manutenzione di una rete idranti richiede una visione dell’impianto nel suo insieme.
Non è sufficiente verificare il singolo naspo o idrante: devono essere considerate anche alimentazione idrica, tubazioni, valvole, attacchi autopompa, apparecchi esterni, accessibilità, documentazione e modifiche intervenute nell’attività protetta.
BYEM Global Safety integra questi elementi nelle proprie procedure di manutenzione delle reti idranti, con controlli programmati, tracciabilità degli interventi e verifica delle condizioni che possono influire sull’efficienza del sistema antincendio.
Cosa significa in pratica
I contenuti presenti in questa pagina hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono i testi ufficiali delle norme, dei decreti e degli altri riferimenti normativi citati.
