UNI EN 671-3:2009: manutenzione di naspi e idranti a muro
In sintesi
Per l’azienda significa mantenere naspi e idranti a muro costantemente accessibili, identificabili e in condizioni di efficienza.
La persona responsabile deve effettuare controlli regolari con frequenza adeguata alle condizioni ambientali e al rischio d’incendio. Il controllo e la manutenzione tecnica devono essere eseguiti almeno annualmente da una persona competente.
Ogni cinque anni tutte le tubazioni devono inoltre essere sottoposte alla massima pressione di esercizio prevista. Gli interventi, le anomalie riscontrate, le eventuali sostituzioni e le successive scadenze devono essere registrati e mantenuti disponibili.
Cosa disciplina la UNI EN 671-3:2009
La UNI EN 671-3:2009 definisce i requisiti per il controllo e la manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide e degli idranti a muro con tubazioni flessibili.
L’obiettivo è mantenerli in condizioni di efficienza affinché possano essere utilizzati immediatamente come primo mezzo di intervento in caso di incendio.
La norma si applica agli impianti di naspi antincendio e idranti a muro installati negli edifici, indipendentemente dalla loro destinazione d’uso.
Entrata in vigore il 14 maggio 2009, sostituisce la precedente UNI EN 671-3:2001.
Sorveglianza di naspi e idranti a muro
La persona responsabile, o un suo incaricato, deve effettuare controlli regolari su naspi e idranti a muro.
La frequenza della sorveglianza non è definita con un intervallo unico, ma deve essere stabilita considerando le condizioni ambientali e il livello di rischio d’incendio.
Durante la sorveglianza occorre verificare, in particolare, che ogni apparecchiatura:
- si trovi nella posizione prevista;
- sia facilmente accessibile e priva di ostacoli;
- sia chiaramente visibile;
- disponga di istruzioni d’uso leggibili;
- non presenti evidenti segni di deterioramento, corrosione o perdite.
Le eventuali anomalie devono essere gestite tempestivamente e l’esito dei controlli deve essere registrato dalla persona responsabile.
Periodicità del controllo e della manutenzione
La UNI EN 671-3:2009 prevede il controllo e la manutenzione annuale da parte di una persona competente.
Nel quadro delle reti di idranti disciplinate dalla UNI 10779:2021, la manutenzione di naspi e idranti a muro deve essere effettuata con la frequenza prevista dalle disposizioni applicabili e comunque almeno due volte all’anno.
Durante l’intervento la tubazione viene completamente srotolata e sottoposta alla pressione della rete, verificando lo stato e il corretto funzionamento dei principali componenti del sistema.
Il controllo comprende, tra gli altri aspetti:
- accessibilità e stato generale dell’apparecchiatura;
- assenza di corrosione, perdite e danneggiamenti;
- leggibilità delle istruzioni d’uso;
- corretta segnalazione della posizione;
- stabilità dei sistemi di fissaggio;
- regolarità e sufficienza del flusso d’acqua;
- funzionamento dell’eventuale indicatore di pressione;
- integrità della tubazione per tutta la sua lunghezza;
- corretto fissaggio della tubazione;
- libera rotazione del naspo;
- corretto funzionamento delle valvole;
- stato delle tubazioni di alimentazione;
- integrità e apertura della cassetta, quando presente;
- corretto funzionamento della lancia erogatrice e delle eventuali guide della tubazione.
Al termine dell’intervento il naspo o l’idrante a muro deve essere lasciato pronto per l’uso immediato.
Controllo quinquennale delle tubazioni
Oltre alla manutenzione annuale, la UNI EN 671-3:2009 prevede una verifica periodica specifica delle tubazioni.
Ogni cinque anni tutte le tubazioni devono essere sottoposte alla massima pressione di esercizio prevista per il sistema.
| Attività | Periodicità |
|---|---|
| Sorveglianza da parte della persona responsabile | In funzione delle condizioni ambientali e del rischio d’incendio |
| Manutenzione di naspi e idranti a muro | Almeno 2 volte all’anno* |
| Prova delle tubazioni alla massima pressione di esercizio | Ogni 5 anni |
* La UNI EN 671-3:2009 prevede il controllo e la manutenzione annuale. Per le reti disciplinate dalla UNI 10779:2021 si applica una frequenza di manutenzione comunque non inferiore a due volte all’anno.
Quando un naspo o un idrante deve essere posto fuori servizio
Se durante il controllo vengono rilevate anomalie che richiedono interventi di manutenzione tali da non consentire l’immediato utilizzo dell’apparecchiatura, il naspo o l’idrante a muro deve essere chiaramente identificato come fuori servizio.
La persona competente deve informare l’utilizzatore o il proprietario della condizione riscontrata e degli interventi necessari per ripristinare l’efficienza del sistema.
I difetti devono essere corretti nel più breve tempo possibile e, per la sostituzione dei componenti non più utilizzabili, devono essere impiegati componenti idonei secondo le indicazioni del fabbricante o del fornitore.
Sicurezza durante la manutenzione
Le attività di controllo e manutenzione possono ridurre temporaneamente il livello di protezione antincendio dell’area interessata.
In funzione del rischio d’incendio deve quindi essere limitato il numero di naspi e idranti sottoposti contemporaneamente a interventi estesi nella stessa area.
Quando necessario devono inoltre essere previste misure di sicurezza aggiuntive, in particolare durante gli interventi che comportano l’interruzione temporanea dell’alimentazione idrica.
Registrazione dei controlli e degli interventi
Gli interventi eseguiti sui naspi e sugli idranti a muro devono essere documentati.
La registrazione deve permettere di identificare l’apparecchiatura e riportare almeno le informazioni necessarie a ricostruire le attività svolte, tra cui:
- data del controllo o della manutenzione;
- esito dell’intervento;
- eventuali parti sostituite;
- necessità di ulteriori interventi;
- data prevista per il controllo successivo;
- identificazione del naspo o dell’idrante interessato.
La persona responsabile deve mantenere nel tempo la registrazione delle ispezioni, dei controlli e delle prove effettuate.
Etichetta di manutenzione
Dopo il controllo e l’esecuzione delle eventuali misure correttive, l’apparecchiatura deve riportare l’indicazione dell’avvenuto intervento.
L’etichetta di manutenzione deve essere posizionata senza coprire le marcature originali del fabbricante e deve consentire di individuare il soggetto che ha effettuato l’intervento, la persona competente e la relativa data.
Documentazione dell’impianto
La persona responsabile deve conservare una documentazione che permetta di individuare con precisione i naspi e gli idranti presenti nell’attività.
In particolare deve essere disponibile una planimetria che riporti l’ubicazione delle apparecchiature e i dati tecnici necessari per verificare la corretta gestione dell’impianto.
UNI EN 671-3 e UNI 10779: qual è la differenza?
Le due norme riguardano aspetti complementari delle reti di idranti.
La UNI EN 671-3:2009 è dedicata principalmente al controllo e alla manutenzione dei naspi antincendio e degli idranti a muro.
La UNI 10779:2021 riguarda invece la rete di idranti nel suo complesso e definisce requisiti relativi alla progettazione, all’installazione, all’esercizio, alla manutenzione e alla verifica dell’impianto.
La corretta gestione di una rete idranti richiede quindi di considerare sia le condizioni dell’impianto nel suo insieme sia l’efficienza delle singole apparecchiature di erogazione.
L’approccio BYEM
La manutenzione di naspi e idranti a muro non consiste nella sola verifica visiva dell’apparecchiatura.
Una gestione corretta richiede sorveglianza, verifiche funzionali, controllo delle tubazioni, gestione delle anomalie e registrazione degli interventi, mantenendo nel contempo adeguato il livello di protezione antincendio dell’attività.
BYEM Global Safety integra questi controlli nelle proprie procedure di manutenzione degli impianti antincendio, assicurando la tracciabilità delle attività eseguite e l’aggiornamento delle procedure operative rispetto ai riferimenti tecnici applicabili.
Cosa significa in pratica
I contenuti presenti in questa pagina hanno finalità informative e divulgative e non sostituiscono i testi ufficiali delle norme, dei decreti e degli altri riferimenti normativi citati.
